La tassa rifiutata

Riceviamo dal Meetup (*) Somma Lombardo in MoVimento, questa relazione che volentieri pubblichiamo.

(*) I Meetup sono una libera organizzazione di cittadini che condivide i principi del Movimento 5 Stelle, ed esprime opinioni personali.  Nessuno, a meno che non rappresenti una lista certificata o sia stato espressamente autorizzato dallo staff di Beppe Grillo, può parlare a nome del Movimento stesso o usarne il simbolo.

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Martedì 12 giugno abbiamo partecipato al consiglio comunale aperto per trattare pubblicamente lo spinoso tema degli accertamenti sulla tassa rifiuti.
Cerchiamo di capire, attraverso un’analisi oggettiva dei fatti, perché l’amministrazione comunale ha fatto una pessima figura, una delle tante, di fronte ai numerosi cittadini sommesi presenti in sala.

Un piccolo sunto per capire di cosa stiamo parlando.
La giunta Colombo ha deciso di mettere ordine all’interno delle banche dati tributarie attraverso una verifica delle superfici soggette alla tassa rifiuti.
Per farlo si è avvalsa dell’operato di una ditta specializzata che si è aggiudicata una gara d’appalto e con un compenso di circa il 20% sulle somme che incasserà dall’attività di accertamento.

Condividiamo la scelta dell’amministrazione in quanto questo tipo di iniziativa si prefigge, almeno nel principio, il raggiungimento di una effettiva equità fiscale. Insomma, gli slogan “pagare tutti per pagare di meno” e “Il metro è uguale per tutti” riassumono molto bene lo spirito delle verifiche.
Condividiamo anche l’affidamento ad una società esterna in quanto al personale dipendente del comune mancano il tempo e gli strumenti necessari per realizzare, in tempi brevi, un lavoro capillare e completo. È poi vero che la ditta ha un costo, ma a conti fatti bisogna vedere quello che rimane nelle tasche del comune, non quello che spende.

Ciò che invece non condividiamo è la mancanza assoluta di comunicazione sull’attività che il comune si sarebbe apprestato a fare, mancanza figlia dell’arroganza che ha quasi sempre accompagnato le scelte dell’amministrazione in questi due mandati.
Sarebbe stata sufficiente una iniziale efficace campagna di comunicazione dove, attraverso il sito istituzionale, facebook, rete55, tv via web, manifesti, lettere indirizzate ai capifamiglia eccetera si potevano informare i sommesi dell’iniziativa.
Dove si sarebbero invitati i cittadini a comprendere innanzitutto le differenze di metri quadri maturate dalle verifiche, soprattutto per importi rilevanti, e non a sorprenderli con cifre per molti esorbitanti (visto il delicato periodo economico). Dove, insomma, il contribuente avrebbe percepito la sensazione, anche se a malincuore, di essere oggetto di una una giusta ed equa verifica, e non di sentirsi un pollo che sta per essere spennato.

I nostri politici continuano a dimenticare di essere al servizio dei cittadini che devono essere trattati con rispetto e con la comprensione di ogni sbaglio che, soprattutto in buona fede come diverse volte sottolineato dall’assessore Cosentino, possono avere fatto.

Aggiungiamo anche un altro abuso, non irrilevante da un punto di vista accertativo.
In fase di verifica è stato istituito un criterio strampalato per determinare la tolleranza tra la superficie iscritta a ruolo e quella accertata e stabilita in 5 mq. È evidente che un simile criterio svantaggia notevolmente chi possiede ampie superfici, mentre favorisce chi abita in piccoli spazi; infatti per chi utilizza 50 mq, i 5 di tolleranza rappresentano il 10%, chi invece occupa 200 mq è assoggettato al solo 4%. Sarebbe stato sensato stabilire una tolleranza espressa in termini percentuali (ad esempio un 5%) per evitare un criterio evidentemente iniquo.

Facciamo rilevare, ancora, che molti contribuenti hanno preferito pagare ed evitare così di perdere ore di lavoro per recarsi in scomodi orari presso lo sportello appositamente allestito nel Palazzo comunale. Ma molti altri hanno preferito versare quanto notificatogli anche perché non erano in grado di capire (per età, cultura, attitudine) le differenze di superficie contestate loro e, si sa, affidarsi ad un tecnico spesso costa più di ciò che eventualmente si sarebbe risparmiato dimostrando le proprie ragioni.

I sommesi purtroppo (e ci dispiace per questo) non caveranno un ragno dal buco dalla serata in oggetto, in quanto i nostri governanti hanno applicato legittimamente la legge, compresa la retroattività dei 5 anni. Così come non dovranno verosimilmente aspettarsi un’effettiva riduzione della tassa a partire dal prossimo anno, opportunisticamente promessa dal primo cittadino per sedare (leggi anche prendere in giro) gli animi dei concittadini.

Vogliamo ricordare a che non sempre le azioni legittime sono anche giuste, soprattutto se moralmente scorrette.

Infine, una domandona alla nostra giunta, o meglio al sindaco Colombo: vista l’importanza delle verifiche, come mai ha aspettato quasi dieci anni prima di attuarle? Prima si mettevano in pista, prima si recuperava, prima si raggiungeva l’equità tanto invocata, non le pare?

Ciò che imputiamo quindi ai nostri governanti è la responsabilità politica di una pessima gestione di tutta l’attività di verifica e accertativa, e speriamo che i sommesi se ne ricorderanno durante le votazioni del prossimo anno.

Meetup Somma Lombardo in MoVimento

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